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Golfo del Messico: disastro ecologico e comunicativo
Un bel post di Annamaria Testa dal titolo "Eh, no, dire bene e fare male, non vale".

"Dopo lo spaventoso disastro ecologico nel Golfo del Messico, il gruppo BP (British Petroleum) mette in homepage nel sito istituzionale immagini e aggiornamenti, tentando di arginare un’ulteriore, devastante marea nera comunicativa. Ma anche questo sforzo è tardivo e inadeguato: i fatti contraddicono drammaticamente un decennio di campagne (per favore, guardatevi bene i video) volte a stabilire un’equivalenza tra BP e il concept Beyond Petroleum, “oltre il petrolio”, un’efficace operazione di greenwashing estesa a carburanti e rete di distribuzione.
In anni precedenti, d’altra parte, le retoriche aziendali comprendevano, oltre a una dose di trionfalismo tecnologico, anche la (oggi imbarazzante) affermazione che BP “dà vita” (ndr video rimosso).
Insomma: succede che il contrasto tra dichiarazioni e realtà faccia apparire quest’ultima, se possibile, ancora più grave e offensiva. E sottolinei, come segnala l’autorevole Huffington Post, l’ambiguità dell’impresa e il suo cinismo: BP è stata coinvolta per negligenza in alcuni tra i maggiori disastri degli ultimi cinque anni riguardanti gas e petrolio." (da Nuovo e Utile, newsletter del 7 maggio).

9 maggio 2010

Buongiorno, buon pomeriggio, buonasera
Giangiacomo Schiavi: se per rivolgere il "buongiorno" è necessario un ordine di servizio. Siamo proprio messi male dico io.

Le forme di cortesia si imparano nella prima lezione di un corso di lingua straniera e, in genere, sono le prime parole che si insegnano a un bambino quando inizia a parlare. Ma la sempre più diffusa indifferenza e maleducazione fa scrivere molti sull'argomento (non solo giornalisti ma comuni cittadini) e fa prendere provvedimenti in alcune istituzioni com il Comune di Gavardo nel bresciano. Sul tema l'opinione di Schiavi sul Corrriere della sera del 29 aprile e un mio articolo.



Presidenti e saponette
Un'intervista al pubblicitario Jacques Séguéla che ha ideato la comunicazione  politica di Mitterrand e Sarkozy in occasione dell'uscita del libro a cura di Domenico Pasquariello per Lupetti Presidente da vendere.

Ma i presidenti si vendono ancora come le saponette? Non più oggi. L'estroso pubblicitario francese spiega perché. C'è da aggiungere che Séguéla e la comunicazione politica hanno un padre illustre: l'americano Rosser Reeves, l'inventore della unique selling proposition (USP): Per primo si occupò nel 1952 di una campagna elettorale presidenziale dal modernissimo claim: Eisenhower. Anserws America!
Qui l'intervista di Massimiliano Panarari su "La Repubblica" del 21 aprile 2010


Bimbi in pubblicità
Non è il solito bambino delizioso quello della nuova pubblicità di Hera. Ne scrive Giovanna Cosenza sulla campagna di Annamaria Testa

Lunedì 12 aprile è partita la nuova campagna di comunicazione del gruppo Hera, azienda emiliano-romagnola (copre circa il 70% della regione) per il servizio pubblico di Energia, Acqua e Ambiente con sede a Bologna....Perché mi piace? - scrive Giovanna Cosenza (e io concordo con lei) -  Perché punta sull’immagine di un bellissimo neonato per attirare gli sguardi e trasmettere ottimismo, ma lo fa con ironia, piazzandoci sopra quattro scritte colorate a ricordare che i bisogni soddisfatti da Hera  sono elementari e universali (infatti «Tutti hanno bisogno di Hera»): luce, acqua, calore e… eliminazione dei rifiuti. Post e campagna


QUANDO MANCA IL RISPETTO PER MILANO
Armando Torno sulla Milano dei cantieri e del degrado. E c'è l'Expo tra soli cinque anni.

Ere geologiche sembrano separarci dagli anni nei quali ferveva il lavoro per la costruzione della Fiera di Rho e Pero e la gara vinta per l'Expo 2015. Tempo fa avevo scritto un articolo sull'Expo, Eppur si muove. A breve forse tutto si rimetterà veramente in moto. Ce lo auguriamo, milanesi e non. Ecco qui l'articolo di Armando Torno sul Corriere della Sera del 4 aprile: sintetico ed efficace.

Attualità del Clutrain
95 tesi del 1999 tradotte in italiano da Luisa Carrada.

Da leggere e rileggere come i classici, il Clutrain è di un'attualità sorprendente. L'ho inserito nel mio corso in Bocconi lo scorso autunno e lo ricorda ancora Luca Poma nella sua ultima newsletter. La prima e la seconda tesi sono oggi una realtà: "I mercati sono conversazioni e sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici." Qui il testo originale.
3 aprile 2010

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