Un bel post di Annamaria Testa dal titolo "Eh, no, dire bene e fare male, non vale".
"Dopo lo spaventoso disastro ecologico nel Golfo del Messico, il gruppo BP (British Petroleum) mette in homepage nel
sito istituzionale immagini e aggiornamenti, tentando di arginare un’ulteriore, devastante marea nera comunicativa. Ma anche questo sforzo
è tardivo e inadeguato: i fatti contraddicono drammaticamente un decennio di campagne (per favore, guardatevi bene i video) volte a stabilire un’equivalenza tra BP e il concept
Beyond Petroleum, “oltre il petrolio”, un’efficace operazione di greenwashing estesa a
carburanti e
rete di distribuzione.
In anni precedenti, d’altra parte, le retoriche aziendali comprendevano, oltre a una dose di
trionfalismo tecnologico, anche la (oggi imbarazzante) affermazione che BP
“dà vita” (ndr video rimosso).Insomma: succede che il contrasto tra dichiarazioni e realtà faccia apparire quest’ultima, se possibile, ancora più
grave e offensiva. E sottolinei, come segnala l’autorevole
Huffington Post, l’ambiguità dell’impresa e il suo cinismo: BP è stata coinvolta per negligenza in alcuni tra i maggiori disastri degli ultimi cinque anni riguardanti gas e petrolio." (da
Nuovo e Utile, newsletter del 7 maggio).
9 maggio 2010