C’è un nuovo museo d’arte moderna a Gallarate, vicino a Varese e a pochi chilometri dall’aeroporto di Malpensa.

Raccoglie più di 5000 opere del Novecento acquisite dal 1950 in poi da un gruppo di appassionati pionieri della Galleria civica della città: ci sono tra gli altri Carrà, Tadini, Vedova, un bellissimo Fontana, Munari, un delizioso e piccolo Guttuso.
Il nome del nuovo Museo è
Maga ed è stato inaugurato a metà marzo con una bella mostra dal titolo
Il mistico profano. Omaggio a Modigliani. Non è consueto trovare luoghi così belli in
una città di provincia, seppur situata in una posizione strategica.
Ci sono stata con mio figlio un pomeriggio in settimana ed è stata una piacevole sorpresa per entrambi: quando la fruizione di una mostra e di un luogo d’arte è positiva sia per un ventenne che per una cinquantenne è un buon segno per il futuro dell'iniziativa.
L’allestimento della mostra su Modigliani è semplice (è stato curato da Maurizio Sabatini, lo scenografo del film
Baaria di Tornatore) e comprende una ventina di capolavori tra i quali il celebre
Nu couché del 1917 scelto per la comunicazione dell'esposizione, cinquanta disegni e almeno 200 documenti tra cartoline, fotografie e documenti vari.
Quando visito una mostra d'arte quello che mi attira di più, dopo la contemplazione silenziosa delle forme, dei colori, dell'armonia sintattica dell'opera, è
la storia personale, il percorso - quasi sempre doloroso - attraverso il quale un umano come noi diventa un'artista e lascia segni indelebili del suo cammino.
In mostra ce n’è abbastanza per entrare dentro l’opera del
bell'uomo-artista, che aveva come amici a Parigi, dove viveva, Picasso, Max Jacob, Matisse, Brancusi. Alcuni filmati ne raccontano la vita e l’arte. Segnato fin da piccolo dalla malattia, Modigliani morirà di tubercolosi a soli 36 anni. Una parte della mostra è dedicata alla sua musa, la moglie giovanissima
Jeanne, artista pure lei, che seppur incinta all’ottavo mese non riuscirà a sopravvivere alla morte del marito e si toglierà la vita.
Il complesso architettonico è interessante ed è il risultato in parte della ristrutturazione di una vecchia fabbrica degli anni Trenta e in parte di un edificio ex novo. L’interno è su tre piani bellissimo e luminoso e arricchito da una cafeteria con ottima frutta e dolci, una libreria con la vendita di oggetti d’arte, la biblioteca, e ampi spazi dibattiti con mobili coloratissimi.
Alcuni nei:
il sito internet (vecchio nello stile) che non invoglia a scorrerlo ma questo si può cambiare e migliorare. Non si può cambiare invece la posizione del Maga che non è delle più felici visto che è proprio davanti al cimitero e a fianco di un gruppo di condomini anni Sessanta.
In ogni caso quest'opera, per contenitore e contenuti, mi sembra già moltissimo per un Paese come il nostro che produce edifici di cultura con il contagocce.
1 Maggio 2010