La metafora delle sardine è utile e bella per chi si occupa di comunicazione e per chi vuole farlo bene.
Scrive così il consulente americano di management Jan Jukes nel suo blog e lo cita Luca Poma nel suo sito:
“Un branco di sardine è composto da decine di migliaia di pesci, e nel complesso è più grande di una balena. Ma a dispetto delle apparenze la condotta del branco non è mai del tutto omogenea: in ogni dato momento, una piccola minoranza ‘rema contro’ per cambiare direzione, per modificare la tendenza consolidata. Quest’azione di disturbo crea disagio nel branco, ma un numero crescente di sardine presterà attenzione alla nuova tendenza, e non appena almeno il 20% si convincerà che la nuova direzione è meglio della vecchia, scatterà come un meccanismo automatico, e tutto il branco compatto cambierà simultaneamente direzione ed intraprenderà sorprendentemente la nuova rotta.”
Il buon comunicatore deve essere come una sardina di minoranza, o almeno appartenere al 20% di quelle che si adeguano al volo. Deve sapere cogliere i segnali deboli, in altre parole deve avvertire l’odore del fumo prima che il fuoco si attizzi.
Nelle situazione di crisi, ad esempio, a meno che non siano dovute ad eventi naturali ed esterni poco pianificabili, i segnali di fumo ci sono (peccato che in genere si individuino solo a posteriori).
Parlo per esperienza e faccio due esempi tra i molti vissuti in prima persona utili in particolare ai più giovani ai quali insegno o a chi visita il mio sito e mi scrive:
- un fortissimo conflitto tra azionisti non avviene improvvisamente nel corso di un'assemblea. Le premesse ci sono tutte. Qualche lettera conflittuale, facce appese, discussioni a toni alti e a porte chiuse, battute sempre più sarcastiche e cattive, divergenze insanabili. Bisogna tenere le antenne alte e preparare un piano d’azione e di reazione per tempo perché quando si è quotati in Borsa ad esempio i conflitti sono ancora più dannosi;
- una manifestazione fieristica non dà cattivi risultati rispetto all’anno precedente da un giorno all’altro; ci sono piccoli indicatori che aiutano a stare in guardia e fanno, ad esempio, diminuire le spese fisse prima che non sia più possibile tornare indietro: come lo Smau, grandiosa manifestazione ridotta a pezzi nel giro di due o tre anni.
Di questi tempi la metafora delle sardine è particolarmente indicata. Stando all'erta e cogliendo i segnali deboli si possono affrontare le tempeste più brutte con gli abiti pesanti e idrorepellenti. Si soffre ugualmente ma si può resistere.
PS Questo post viene al momento giusto perché sto preparandomi a una settimana di immersioni subacquee: spero di incontrare branchi di sardine e fare conoscenza con quelle che cambiano direzione prima delle altre.