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Più poveri e più verdi
Dopo Copenaghen il verde continua a fare tendenza. La comunicazione è incentrata sui temi dell’ambiente e della sostenibilità. Dal tè Lipton all’orologio Citizen, per non parlare delle campagne di Enel, Eni, Edison, Telecom.

Indicativo di questa direzione è il secondo rapporto Map (acronimo di what Makes A Picture) sul tema del “Marketing e comunicazione verde”.

Dopotutto (e per fortuna) il tema ambientale è al centro delle preoccupazioni degli italiani: lo ha dimostrato la ricerca Upa e Assocomunicazione dello scorso novembre sul tema della “Green Economy”. Sempre più spesso le iniziative di comunicazione citate fanno parte di un piano responsabile e sono centrali nelle strategie di impresa.

E ce lo auguriamo perché il Greenwash è sempre in agguato. Un esempio di marcia indietro da parte di grandi multinazionali lo porta Federico Rampini nel suo ultimo e bellissimo libro Slow Economy quando descrive il comportamento delle compagnie petrolifere:

Durante l’impennata dei prezzi del greggio, le multinazionali si erano improvvisamente scoperte una nuova vocazione verde. La compagnia inglese Bp aveva perfino giocato sul significato delle sue iniziali: all’origine stanno per British Petroleum, ma ecco che i suoi dirigenti amavano definirsi “Beyond Petroleum”, cioè “oltre” il petrolio. Dalla Chevron alla Shell, esaltanti campagne pubblicitarie annunciavano all’opinione pubblica mondiale la lieta novella: i big del petrolio erano diventati sostenitori delle energie rinnovabili, investendo le loro ricche risorse nello sviluppo delle fonti alternative. In buona parte quei messaggi erano menzogneri, fumo negli occhi, tattiche degli addetti alle relazioni pubbliche per adeguarsi alle “mode” ideologiche del momento…Il ribaltone del 2008 sul fronte dei prezzi ha smascherato le bugie delle compagnie petrolifere. La Shell ha dismesso le sue attività nel solare e nell’energia eolica. Stessa musica alla Bp che ha dimenticato con disinvoltura la sua anima “verde”.

Almeno per noi individui è più semplice costruire e mantenere un’anima verde perché – come dice sempre Rampini -  di fronte all’attuale crisi economica e disastro ambientale - essere più poveri ci impone di essere un po’ più verdi.

Un bel libro sul tema della responsabilità sociale è questo.

PS Di questi temi (ma non solo) parlerò in questi giorni a San Marino dove terrò una lezione di due giornate sulla comunicazione d'impresa.



15 Gennaio 2010







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