Testimonianza da professionista di comunicazione
18 giugno 2008
Napoli, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
E' una storia lunga e fortunata perchè spazia in quattro realtà imprenditoriali,
di diversa dimensione e mercati, attraverso tre decenni,
metà dei quali caratterizzati dall’avvento e supremazia di internet. Un periodo fondamentale per l’affermarsi della centralità della comunicazione per l’impresa e per le professioni ad essa collegate.
La mia fortuna è stata quella di lavorare sempre, all’interno di strutture di comunicazione integrate dove pubblicità, ufficio stampa, immagine coordinata, insieme valorizzavano missione, visione, strategia dell’azienda. Anni in cui il peso del marketing, della comunicazione e degli investimenti è cresciuto in modo esponenziale, anni di cambiamento, in cui sono caduti i vecchi schemi, si sono sbriciolate certezze e idee di pensiero lineare per far posto a cambi di paradigma, a nuovi alfabeti, all’incertezza del nuovo.
Il mio percorso professionale inizia a 25 anni alle relazioni esterne Italtel, durante la sua trasformazione da “dinosauro” delle partecipazioni statali a moderna azienda orientata al mercato.
Sono i tempi della “Milano da bere” e figura di primo piano dell’azienda è
Marisa Bellisario che dà un peso alla comunicazione aziendale raro in Italia e fondamentale per il decollo dell’azienda. E’ in questa realtà a tecnologia avanzata, ma pionieristica sul fronte della comunicazione integrata, che
metto a punto la “cassetta degli attrezzi” che mi accompagnerà in tutto il percorso professionale.
La seconda esperienza è in una piccola e media impresa emiliana di abbigliamento, la Simint, alle prese con la quotazione in Borsa dopo il successo del jeans e del casual firmato Armani. E’ una vicenda che intreccia la comunicazione del prodotto moda a quella finanziaria. E’ qui che mi faccio le ossa, sola sul campo, come direttore della comunicazione, e
mi imbatto nel primo e pesante crisis management. Una buona immagine va in frantumi quando le scelte sono avventate, i bilanci vanno in rosso, gli azionisti litigano. Entrano i legali in azienda e la stampa, prima ammaliata, si accanisce.
Il fascino delle tecnologie è sempre presente e la terza e decennale esperienza è allo Smau, che dura 5 giorni l'anno, ma vuole mesi di preparazione. Il suo prodotto è la sua immagine: la forza evocativa del brand continua anche oggi, quando lo Smau di un tempo è ormai scomparso. Tante le attività tra cui la progettazione e pianificazione con l’agenzia di
12 campagne pubblicitarie. Nel 2002, con lo sboom di internet è la volta
di misurarsi con i mattoni veri, cioè con la costruzione di una grande opera, per molti impossibile. Fondazione Fiera Milano è a capo del progetto: l’obiettivo della comunicazione era quello di supportare la trasformazione della Fiera di Milano che
sarebbe stata attuata in soli 30 mesi (con la costruzione su un territorio inquinato e da bonificare, della più grande Fiera del mondo e la riqualificazione del quartiere storico milanese). La Fiera disegnata da Massimiliano Fuksas lavora a pieno ritmo mentre Milano si prepara all’Expo, la “Milano da bere” forse può risorgere.
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