Tradizione e attualità di uno strumento di lavoro, utile e indispensabile.
Un Quaderno di 35 pagine scritto per il sito "Mestiere di scrivere" di Luisa Carrada. Puoi scaricarlo o stamparlo da qui:
Il comunicato stampa e
Post sul blog del "Mestiere di scrivere".
Unisco l'indice e l'introduzione.
INDICEMestiere o tortura?
Lo scenario
Cosa è il comunicato stampa oggi
Il comunicato stampa è a fine corsa?
Tra profezie e realtà
Voi reporter d’azienda
Uno strumento potente e di prestigio
Il comunicato stampa fa chiarezza
Lo storico conflitto: giornalisti e comunicatori
Le tecnicheLe 5 doppie vu
Il ricordo di Nora Ephron
La triste realtà
Il PR bubblespeak è contagioso
Un esempio semplice e senza rischi?
Declinazione del comunicato stampa
Capire se c’è sostanza: il creative brief
Il ciclo di lavorazione interno
A chi vi rivolgete: non un solo lettore, almeno 3
Perché non parli?
Dare forma a un testo
La distribuzione
Pensieri conclusivi
Bibliografia
Sitografia
Filmografia
INTRODUZIONEMestiere o tortura? Il mio primo comunicato stampa
lo scrissi e riscrissi undici volte,
su una macchina da scrivere elettrica, quella con la “pallina”
intercambiabile. Già alla terza versione capii che avevo scelto un
mestiere maledettamente serio.
Il risultato non era certo frutto del mio ingegno o della mia rapida capacità di memorizzare regole e consigli, ma
era l’esito del minuzioso e costante lavoro di tagli, correzioni, incisi (rigorosamente a matita sulle varie versioni numerate) e
delle “dritte” che ricevevo – con voce calma e disponibile -, stesura
dopo stesura, dal bravo e severo Aldo Zana, che nel 1982 dirigeva la
struttura di relazioni esterne Italtel. Quando entravo nel suo ufficio
con in mano la versione finale (o così speravo) lui riusciva ad
aggiungere sempre l’ultimo punto e virgola o l’ultima interlinea; poi
mi guardava soddisfatto e mi faceva i complimenti per il risultato. La
prima volta pensai che mi prendesse in giro, seppur benevolmente; capii
poi che era il suo modo di valorizzare il mio impegno nell’imparare i
trucchi del mestiere. Aldo era (ed è tuttora) appassionato del tema e
mi ha trasmesso questa dedizione, appresa a sua volta all’Ibm, dove
scrivere un comunicato stampa era prima di tutto un atto di rigore.
Scrivere undici versioni di un testo fu solo la prima di molte torture della scrittura aziendale,
alle quali aggiungo (ormai con sollievo per gli anni che mi separano da
quella tosta gavetta) le difficoltà nello scrivere i testi di una
brochure,o il discorso per l’amministratore delegato, o la stesura di
una mailing list mirata di giornalisti.
Tra tutti i testi che un comunicatore deve imparare a scrivere,
il comunicato stampa è forse quello più difficile,
(o almeno lo è stato per me, poco incline a essere ingabbiata in format
e regole di scrittura). Ma questa era ed è la vera bottega per chi ha
la fortuna di riuscire a farla.
Il comunicato stampa è oggi
il testo che scrivo più volentieri e con più facilità: perché so quante
preziose opportunità racchiude per la visibilità e la reputazione
dell’azienda, e per lo stesso prestigio personale dell’addetto stampa.
Ho
“cresciuto” molti giovani in questi anni, alcuni sono diventati
“cavalli di razza”, altri hanno fatto tesoro degli insegnamenti
applicandoli in professioni collaterali, altri ancora hanno voltato
pagina, consapevoli o meno che questa non era la loro strada.
Oggi,
nel mio lavoro di formazione in aula, nelle aziende o in università,
incontro ragazzi sveglissimi, più preparati sul tema rispetto ai miei
esordi, desiderosi di apprendere i segreti del mestiere. Forse un po’
soli, senza un maestro accanto.
Questo testo si rivolge in particolare a loro, ai più giovani, alle prese con le difficoltà di questo mestiere.
Non è un testo di tecniche di scrittura (o lo è solo in
parte). Non è un testo esaustivo sull’argomento (ho preferito solo
accennare a due argomenti che richiederebbero una trattazione
specifica: il comunicato stampa per l’azienda quotata in Borsa e i
social media press release).
È un testo che esprime il mio
punto di vista. Una “riflessione pratica”, dopo ventotto anni di
lavoro sul campo, che offro a chi avrà la pazienza di leggerla.
21 Settembre 2009