Postille
Frammenti terapeutici
Le storie degli altri
Docenze
Comunicazione e RP
Frammenti terapeutici
Compresi che gli uomini si parlano, sì, l’un l’altro, però non si capiscono; che le loro parole sono colpi che rimbalzano sulle parole altrui; che non vi è illusione più grande della convinzione che un linguaggio sia un mezzo di comunicazione fra gli uomini. Si parla a un altro, ma in modo che questi non comprenda. Si continua a parlare, e quegli comprende ancor meno. Si grida, si torna a gridare, e l’esclamazione, che nella grammatica vive una povera vita, si impadronisce del linguaggio. Le grida rimbalzano qua e là come palle, colpiscono, ricadono al suolo. Di rado qualcosa penetra negli altri, e quando accade è qualcosa di distorto.


Elias Canetti (scrittore)
Come ogni grande, appassionato amore, anche quello per la semplicità non è facile. Richiede cura, attenzione, dedizione. Con gioia quando nasce l'armonia, smarrimento quando, con il semplicismo si infrange.

Giancarlo Livraghi (scrittore)
Se non lo sai spiegare semplicemente, non l'hai capito abbastanza bene.

Albert Einstein (fisico tedesco)
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Cambiamento
Martha Medeiros (giornalista e scrittrice)
Ricordo quella giornata a Port-Au-Prince nell’aprile 2005, quando un uomo passava sulla strada con una piccola bara tenuta in alto con le mani sopra la testa: la bara, che era vuota, era destinata a uno dei tanti bambini che morivano di fame in quella minuscola repubblica dei Caraibi, la prima ad essere guidata da un uomo di colore. La deforestazione aveva tolto il novanta per cento del verde a un luogo che era considerato, fino ad allora, un paradiso terrestre. Haiti si stava avviando verso le dimensioni catastrofiche di miseria del Bangladesh.
Ho dato il mio contributo all'Associazione Pane Condiviso

Tragedie del nostro tempo

Ettore Mo
Senza slanci di immaginazione e di fantasia, si perde l'eccitazione dell'avere una possibilità. Sognare, dopo tutto, è una forma di pianificazione.

Gloria Steinem
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