Attualmente sono
consulente per aziende e docente di comunicazione d'impresa. Tengo un corso all'
Università Bocconi di Milano sul tema della comunicazione di marketing e
docenze sulle tecniche di comunicazione umana e di impresa, scrittura professionale e linguaggio web, per aziende (
Accademia di Fondazione Fiera Milano), Master (
Università di San Marino e Master
Upa-Ca' Foscari), associazioni (
Ferpi),
Ho maturato molta esperienza nel settore della comunicazione d'impresa con responsabilità manageriali in aziende quali
Italtel, Simint, Smau, Fondazione Fiera Milano. Milanese, sono laureata presso l’Università Statale di Milano in lettere moderne (indirizzo storico-artistico), ho fatto recentemente un
master 1^ livello in Comunicazione e problem solving strategico (diretto da Giorgio Nardone). Sono
giornalista pubblicista e socia Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.
Qualche anno fa un amico “cacciatore di teste”
mi chiese di riassumere in tre pagine la mia esperienza professionale, mettendo in rilievo alcuni fatti, utili a comprendere – anche per chi non faceva il mio mestiere - i progetti sui quali avevo lavorato. Ho riletto questa sintesi e ho deciso di lasciarla così, in questo mio spazio web, come era stata pensata e scritta allora (a parte una piccola chiosa finale).
1982-2009
UN PERCORSO PROFESSIONALE (E PERSONALE) IN 5 TAPPE
(1)1982-1986
ITALTEL (tecnologia)Già in azienda da alcuni anni con incarichi generici (facevo il lavoratore studente), dopo il conseguimento della Laurea in Lettere Moderne (indirizzo in Storia dell’Arte), ho la fortuna di approdare come
addetto stampa alla Direzione Relazioni Esterne della Italtel, l’azienda di telecomunicazioni, guidata da
Marisa Bellisario.
Il piano quinquennale prevedeva il risanamento della società con la diminuzione di quasi il 40 per cento dell’organico. Piano irrealizzabile senza un’attenta politica di relazioni industriali e un grande investimento nella comunicazione e nelle relazioni pubbliche. La struttura complessiva delle Relazioni Esterne era di circa 40 persone, e diretta, prima da
Aldo Zana, poi da
Dario Faggioni.Dopo un anno di gavetta (
il mio primo lavoro fu da umile certosino: fare l’editing dell’elenco telefonico interno da suddividere in direzioni e reparti dove lavoravano circa 30.000 persone) inizio a scrivere frequentemente per la news letter aziendale, diffusa a tutto il personale e a un’ampia mailing esterna.
Mi piacevano le inchieste in fabbrica e nei laboratori, le interviste con operai, impiegati e quadri, per mettere in evidenza le fasi dell’incredibile
turn-around dell’azienda. In questo modo conosco da vicino i vari settori aziendali e le persone coinvolte; forse anche per questo, Bellisario mi chiede frequentemente
feed-back (era molto attenta all’ascolto dei suoi pubblici) e i rapporti diretti con lei si intensificano.
Già nel 1983, inizio a lavorare con lei, supportandola prima in piccole interviste, poi nella scrittura di testi e discorsi, nella cura dei servizi fotografici, nella partecipazione a convegni e a trasmissioni televisive. Un lavoro bello, gratificante, anche perché Marisa era unica.
Tra i numerosi progetti, seguiti con autonomia e passione
ne ricordo due:
-
una lunga cover story su Epoca dedicata alla figura pubblica e privata di Bellisario, con la giornalista Carla Stampa e il fotografo Giorgio Lotti
-
l’organizzazione nel 1986 delle due grandi Conferenze su “Donne e Nuove Tecnologie” (presenti Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio e Giuliano Amato). In questo caso, oltre ai media, imparo a curare le relazioni anche nel mondo politico, almeno tra le esponenti della Commissione per la Parità uomo e donna, di cui Bellisario faceva parte.
(2)1986-1988
SIMINT, abbigliamentoA 31 anni entro come Dirigente alla Simint di Sassuolo (Modena), azienda che produceva abbigliamento casual griffato. La Simint era poco conosciuta ma
aveva già i numeri per entrare in Borsa, grazie all’idea innovativa di produrre i jeans di Giorgio Armani (allora considerati da alcuni un prodotto "blasfemo"). Devo “costruire” la struttura di Relazioni Esterne con l’obiettivo duplice:
gestire le relazioni con la stampa economica, e non solo, e
attivare la comunicazione di prodotto legata ai marchi propri dell’azienda. Imparo a lavorare su progetti di marketing communication con gli uffici di relazioni esterne degli stilisti, come Armani, Versace, Moschino (l’azienda era licenziataria di alcune loro linee di prodotto).
Due
progetti significativi:
-
la mia prima esperienza di relazioni con le comunità locali (istituzioni politiche ed ecclesiastiche, e media) in occasione della posa della prima pietra del nuovo stabilimento Simint a Modena (allora il più grande della città);
-
il mio primo Bilancio di Esercizio realizzato nel 1987, con all’interno un floppy-disk con una sintesi digitale del Bilancio. Grande novità in quegli anni in un settore tradizionale come quello dell’abbigliamento.
(3)
1989-2001
SMAU, fiera e tecnologie Il periodo più lungo di lavoro in una stessa azienda.
Smau veniva ripensato e riprogettato ogni anno: una discontinuità che impediva di “riposare sugli allori”. Entro in Smau quando la Fiera, guidata da Enore Deotto, e il settore delle tecnologie erano d’interesse prevalentemente della stampa specializzata. Il lavoro di comunicazione e relazioni pubbliche è, anno dopo anno, accurato e tenace.
Dal 1995 al 2001 il trend è inarrestabile e la brand awerness di Smau cresce a livello esponenziale.Con l’affermazione di Internet e lo sviluppo della telefonia mobile,
Smau piace a tutti e ha i numeri per entrare nelle prime pagine dei quotidiani, in tutti i telegiornali e nei contenitori e talk-show televisivi e radiofonici e, ovviamente, sui siti Internet e nelle comunità virtuali.
In questo periodo intreccio solide relazioni con giornalisti e opinionisti del calibro di
Beppe Severgnini, Ferruccio De Bortoli, Franco Carlini, Alessandro Cecchi Paone, Piero Marrazzo, Lucia Annunziata, Patrizio Roversi e Susy Bladi, con i quali lavoro sui contenuti di articoli e servizi e all’organizzazione e promozione di alcuni grandi convegni.
Sono stati anni frenetici: tutto doveva essere progettato e preparato alla perfezione per “colpire” i pubblici in soli 5 giorni di manifestazione. E non si poteva sbagliare. Ricordo in particolare il lavoro di
comunicazione di marketing con la progettazione e pianificazione di ben 12 campagne pubblicitarie, una per ogni edizione; la revisione della corporate identity della manifestazione; la realizzazione di almeno 20 piccole e grandi pubblicazioni e la cura della comunicazione di 10-15 convegni ogni anno.
Tre le iniziative da ricordare:-
le due campagne pubblicitarie del 1996 e 1997 con gli head-line “Smau. Futuro semplice” e “Smau. Futuro da cogliere”. Quest’ultima riportava come visual un grande grappolo d’uva costituito da tanti mouse declinato sulle etichette di un pregiato vino friulano e regalate nell’ambito della manifestazione. Ricordo con affetto questa campagna, “schizzata” insieme al bravo copy Fabio Gasparrini, su un tovagliolo di carta al tavolo di una trattoria milanese).
-
la conferenza stampa presso il Piccolo Teatro Studio di Milano (400 persone), alleggerita da un allestimento di grande fascino dove, oltre agli interventi istituzionali, attori del Piccolo Teatro recitavano testi del visionario scrittore Philip Dick (Lucia Annunziata moderò l’incontro);
-
il progetto, all’interno del sito web (on-line già dal 1996), del primo esperimento di Ufficio Stampa virtuale in Italia. I giornalisti ne furono entusiasti e l’esperienza, ripetuta e migliorata, diventò una case history da portare nelle scuole di comunicazione.
Fu in quegli anni che iniziai a insegnare presso l
’Ateneo Multimediale di Milano i temi che stavo sperimentando sul campo.
(4)
2002-2008
Fondazione Fiera Milano (grandi opere)Dopo l’11 settembre e l’inizio della crisi del settore Internet, accolgo l’invito di Luigi Roth, Presidente di Fondazione Fiera Milano, a creare la Direzione Comunicazione con l’obiettivo di supportare la
trasformazione del sistema fieristico che sarebbe stata attuata in soli 30 mesi (con la costruzione su un territorio inquinato e da bonificare, della più bella Fiera del mondo e con la riqualificazione del quartiere storico milanese).
Cosa ricordo di questa esperienza?
-
L’intenso lavoro di relazioni media per avere attenzione, poi partecipazione e consenso, sul progetto di trasformazione, considerato da tutti irrealizzabile.
-
La realizzazione di almeno 4 siti Internet (uno sulla nuova Fiera e uno istituzionale di Fondazione) e uno sui dodici Comuni del territorio Rhodense.
-
L’
Open day al Cantiere della nuova Fiera di Rho-Pero nel maggio 2004: in un’assolata e caldissima domenica di maggio, ben 2500 abitanti dei Comuni limitrofi si affollano per visitare su pullman e apposite guide, l’opera straordinaria che stava sorgendo sul loro territorio.
- l’idea e l’organizzazione di un
concorso con le scuole medie della Zona 8 sul tema: “La Milano che vorrei. Riempi di idee un pezzo di città”-
I cinque bilanci sociali: un’occasione per guardare al lavoro della comunicazione da un altro punto di vista. Quello della responsabilità sociale e della sostenibilità ambientale.
(5)2009, 2010 e poi…La spinta forte a cambiare percorso, a rimettersi in gioco, da libera professionista.
La voglia mai assopita di tornare sui libri, come una volta, quando gli studi scolastici erano anche una passione di vita.
L’antico progetto di insegnare, di trasmettere il “sapere” acquisito ad altri. C'è un aforisma cinese scritto da me a mano e attaccato sulla mia stazione di lavoro:
se nessuno sa quel che tu sai, il tuo sapere serve a poco.Ora il presente e il futuro sono, e saranno, anche qui, in questo piccolo spazio virtuale, sintetizzato nella forse un po’ ambiziosa
tagline,
progetti di comunicazione e formazione su misura.Grazie per l’attenzione.
Mariella Governo
4 Ottobre 2010