"Quando l’altro viene considerato parzialmente, frainteso, ignorato o negato la comunicazione si ammala e diventa patologica".

Così scriveva lo psicologo
Paul Watzlawick nel libro ancora troppo poco studiato
Pragmatica della comunicazione umana. Anche James Hilman diceva che
l’anima si ammala.
Penso alle aziende in questo momento storico,
alle persone che vi abitano, alle
relazioni umane spesso
disfunzionali, alla sofferenza quotidiana che affligge molte persone a causa dell'insicurezza del posto di lavoro, della mancanza di gratificazioni economiche e qualitative. O semplicemente a causa del fatto che non vengono prese in considerazione come esseri umani. George Cloney ha ben raffigurato nel film
Tra le nuvole la relazione conclusiva (affidata a un esterno) tra aziende e persone non più utili o interessanti.
Oggi il bravo comunicatore deve sì conoscere le tecniche del mestiere ma deve anche, e più di un tempo, approfondire le dinamiche che sottendono le relazioni perché le aziende non sono entità astratte o "colonie di cozze" come scrive Annamaria Testa nel suo libro
Farsi capire. A volte ci si trova di fronte a delle Torri di Babele dove comunicare sembra impossibile. Chi si occupa di comunicazione diventa quindi di volta in volta un traduttore di linguaggi diversi, un mediatore tra funzioni aziendali,
un agente di cambiamento.Il
panorama sembra sconfortante (ma le cose cambieranno si spera!): aiuta approfondire il tema della pragmatica della comunicazione perché osservando meglio le dinamiche e introiettandole, la matassa si dipana. E ci si può capire qualcosa di più di ciò che sta dietro le quinte della comunicazione umana e di quel "guazzabuglio del cuore umano", come diceva Manzoni.
Cosi si può sbagliare meno o almeno si può farlo più consapevolmente.Per me è stato utilissimo lo studio del
problem solving strategico e degli
assiomi
della comunicazione umana di Paul Watzlawick (oltre che la lettura del suo libro
Change)
:
- Non si può non comunicare
- Ogni comunicazione ha un contenuto e una relazione
- La comunicazione è numerica e analogica
- I livelli di comunicazione sono complementari e simmetrici
- Nella comunicazione ognuno punteggia la sequenza degli eventi in modo diverso
Di questi temi parlerò domani al
MasterCom di San Marino: porterò
molti casi di comunicazione scritta (email in particolare e senza fonti ovviamente) tratti dalla mia lunga esperienza aziendale.
La tastiera è oggi la spazzatura delle emozioni: vi entra di tutto. Da qui si può anche partire per capire come migliorare il nostro modo di comunicare verbale o scritto.
Clicca qui per il
link alla lezioneUn altro utile link a un mio
corso sull'uso responsabile dell'email12 Marzo 2010