Bonvesin della Riva era un maestro di grammatica nato verso la metà del Duecento e morto nel 1313. Si chiamava così perché “la riva” era la ripa di Porta Ticinese, il quartiere di Milano dove abitava e insegnava. Ha scritto l’opera De magnalibus Mediolani (Le meraviglie di Milano).

Milano, racconta Bonvesin,
è una città meravigliosa, ma i milanesi (già allora) hanno troppa fretta e non se ne accorgono. Milano è la città più bella d’Italia, non ha paludi fetide e schifose, ma limpidi fiumi.
Le acque di Milano sono meglio del vino.Il clima, scriveva Bonvesin, è temperato tutto l’anno e fino a mezzanotte
non fa mai freddo. A Milano le persone muoiono molto vecchie.
Le strade sono larghe, I palazzi sono belli. Le case sono numerose e tutte attaccate. Chi visita Milano e i suoi dintorni,
“anche girando il mondo intero non troverà mai un simile paradiso di delizie”.I milanesi maschi e femmine sorridono sempre e non ingannano. Vivono con decoro e si vestono bene. Sono molto religiosi. I malati possono andare negli ospedali, che in città sono dieci. Tutti i malati poveri vengono curati gratis.
Milano è meravigliosa per sei motivi inconfutabili:
1) Nessuno al mondo può affermare a ragion veduta che l’acqua di Milano non è buonissima e particolarmente adatta all’agricoltura.
2) In nessuna città come Milano c’è un così alto numero di religiosi che si segnalano per onestà.
3) Solo a Milano ci sono dei giudici sapienti e imparziali in una quantità così rilevante.
4) A Milano c’è un rito religioso e un carnevale diverso rispetto a tutte le altre città italiane, Roma compresa e specialmente.
5) I vescovi, a Milano, sono eccezionali.
6) Pur essendo stata distrutta in continuazione, si è sempre ricostruita, proclamando la propria fedeltà alla Chiesa.
I difetti, invece, sono due:
1) Milano viene troppo spesso invasa e distrutta dai barbari, e poi bisogna ricostruirla da capo.
2) Non c’è un porto che permetta ai milanesi di arrivare direttamente al mare, o un sistema per congiungere i Navigli con il mar Ligure.
Milano, lamenta infine Bonvesin,
è poco visitata dai turisti. Ma questo, afferma lo studioso, perché a Milano si lavora e prega, e non si sta a naso all’aria a vedere i palazzi.
Così nel 1288.
Meno di cent’anni prima che Milano celebrasse la propria grandezza iniziando a costruire il Duomo.
Nota bene: ho selezionato liberamente questo testo (da leggere: quello integrale di Aldo Nove o quello originale di Bonvesin della Riva); mette malinconia e fa riflettere oggi, osservando una città come Milano, sempre più grigia, caotica, dura e cattiva a volte, e che ha perso la sua anima.
Aldo Nove,
Milano non è Milano, Laterza 2004
20 Agosto 2009